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Ai fini della validità del contratto a termine, è necessaria la sottoscrizione del lavoratore. Insufficente la consegna del documento firmato dal datore di lavoro (Cass.Civ., Sez.VI, 5.2.2018 n.2774 – Pres. Doronzo – Rel. Di Paola)

Con ordinanza n. 2774 del 5 febbraio 2018, la Cassazione, nel cassare con rinvio la pronuncia d’appello che aveva dichiarato valido il contratto a termine intercorso tra le parti, pur se consegnato al lavoratore con la sola sottoscrizione del datore di lavoro – e ciò sul rilievo che il lavoratore, reso edotto, nel corso di apposita riunione, del vincolo di durata del rapporto di lavoro, aveva accettato le condizioni illustrate dal datore medesimo, come dimostrato dall’avvenuto svolgimento di attività lavorativa dal giorno successivo alla riunione – ribadisce che <em>“ai fini del riconoscimento della legittimità del contratto a tempo determinato, il rispetto della forma scritta – prevista ad substantiam, onde insuscettibile di essere provata a mezzo testi (cfr. Cass n.13393 del 2017) – della clausola appositiva del termine presuppone la avvenuta sottoscrizione del contratto stesso ad opera del lavoratore (cfr. Cass n.4418 del 2016), ovviamente in momento antecedente o contestuale all’inizio del rapporto.</em>
<em> Non è quindi sufficiente la consegna al predetto lavoratore del documento sottoscritto dal solo datore, poiché la consegna in questione – benchè seguita dall’espletamento dell’attività lavorativa – non è suscettibile di esprimere inequivocabilmente una accettazione (peraltro irrilevante ove manifestata per fatti concludenti) della durata limitata del rapporto, ma plausibilmente la semplice volontà del lavoratore di essere parte di un contratto di lavoro”.</em>

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